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	<title>nivola Archivi - Museo Nivola</title>
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	<title>nivola Archivi - Museo Nivola</title>
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		<title>Nivola, Colombo e lo spazio intorno</title>
		<link>https://museonivola.it/mostra-evento/nivola-colombo-e-lo-spazio-intorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_museo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito del nuovo programma Nivola vis-à-vis, pensato per mettere in dialogo Costantino Nivola (1911-1988) con figure cruciali nel panorama artistico del suo tempo, il Museo Nivola di Orani presenta, dal [&#8230;]</p>
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<p>Nell’ambito del nuovo programma <b>Nivola </b><b><i>vis-à-vis, </i></b>pensato per mettere in dialogo Costantino Nivola (1911-1988) con figure cruciali nel panorama artistico del suo tempo, il Museo Nivola di Orani presenta, <b>dal 23 luglio al 25 ottobre 2026</b>, la mostra <b><i>Nivola, Colombo e lo spazio intorno</i></b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>A cura di Chiara Gatti e Anna Pirisi, in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo di Milano</b>, l’esposizione è il cuore di STANZE, il primo capitolo di una narrazione in tre atti che Chiara Gatti, direttrice artistica del Museo Nivola, ha ideato per il programma espositivo dell’estate &#8211; autunno 2026.</p>
<p>Il progetto di mostra, a sua volta sviluppato lungo <b>tre stanze, tre ambienti, tre luoghi da attraversare ed esperire,</b> indaga il tema dello spazio e il linguaggio sperimentale dell’ambiente, quale luogo di relazioni fra il nostro corpo e la dimensione abitabile che lo accoglie, le sue prospettive, i volumi, il vuoto e la luce.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ecco allora la <i>Stanza dei sogni </i>di Nivola, lo <i>Spazio elastico</i> di Gianni Colombo e la <i>Stanza della memoria</i> per l’attivazione del ricordo collettivo. Una narrazione in tre momenti, in stanze tripartite, come nelle unità ritmiche delle canzoni antiche; partendo dalla memoria corale, scaturisce una riflessione più ampia sul modo in cui abitiamo e percepiamo lo spazio. <b>L’esperienza sensoriale del pubblico</b> si misura infatti con la ricerca degli artisti e, insieme, con lo spazio stesso che lo ospita.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La ragione scientifica del progetto nasce da una coincidenza significativa di date. Il primo studio di ambiente di Costantino Nivola risale al 1968: è il <i>Modello per il monumento ad Antonio Gramsci,</i> eseguito nello stesso anno in cui Gianni Colombo espose il suo <i>Spazio elastico</i> alla Biennale di Venezia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ragionare sullo spazio in termini di attraversamento è ciò che Nivola negli anni Sessanta fece con i suoi monumenti orizzontali, come il progetto per Piazza Satta. Emergono così <b>tangenze fra maestri, nella costruzione e nelle traiettorie della luce che qualifica lo spazio.</b> «<i>Una luce che entra attraverso la finestra</i> – diceva Nivola – <i>per dissolvere l’oscurità persistente/ Dal mio tempio e prigione dell’intimità/ E i miei sogni ad occhi aperti</i>». Nella ricerca estetica di Nivola, la stanza assume il valore di una misura primaria dello spazio: non semplice ambiente architettonico, ma luogo costruito attorno alla nostra presenza. Lo spazio abitato diventa così nucleo essenziale della sua speculazione, un volume concepito per accogliere, definire e mettere in relazione l’uomo con ciò che lo circonda. Questa idea attraversa costantemente il suo lavoro, dove architettura, scultura e quotidianità si fondono in una visione profondamente umana dello spazio, reificandosi poi nei “teatrini”, basati su forme modulari, su rapporti matematici e proporzionali. In filigrana emerge anche una lieve tensione evocativa, capace di richiamare una sfera enigmatica e contemplativa. Le “scatole dei sogni”, i teatrini, esplorano dunque il nostro calarci in un interno, nella prospettiva che ci inghiotte, quali attori silenti di una rappresentazione orfana di copione, ma sospesa in un tempo che tradisce <b>il divenire nel modificarsi della luce.</b><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La riflessione di Colombo si apre, a sua volta, al tema dell’esperienza. «<i>Ho pensato di lavorare più sulle condizioni dello stato di equilibrio, di sensazione e di rapporto con lo spazio dello spettatore</i> – diceva –<i> invece di dare forma a uno spettacolo visivo, complesso e di carattere scenografico […]. Cercavo la possibilità di inglobare questo tipo di sensazioni a livello di un’opera da fruire come un fattore emozionale e un fatto espressivo</i>». (Gianni Colombo, dattiloscritto, 1964/65). La ricostruzione in dimensione abitabile della <i>Stanza dei sogni, </i>in dialogo con lo <i>Spazio elastico </i>di Colombo, produce un passaggio di esperienze percettive, fra spaesamento, coordinate mutevoli e fughe illusionistiche.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In relazione ad esse, la <b>terza stanza è studiata per accogliere la memoria collettiva, </b>in una azione di cittadinanza attiva, che trasforma lo spazio da contenitore neutro a <b>pensatoio, </b>a dispositivo di raccolta dei ricordi, attraverso linguaggi diversi, voci, sguardi, scrittura, immagini, gesto minimale ma cruciale per la formazione di un archivio che verrà, a tutti gli effetti, custodito dal museo. Il <i>L</i><i>avatoio</i> si fa luogo di incontro e scambio, dove memoria, arte e comunità si intrecciano in una nuova esperienza condivisa.</p>
<p>Evento collaterale<br />
<b>Omaggio a Grazia Deledda<br />
</b><i>Museo,</i> 24 luglio – 20 settembre</p>
<p>A cento anni dal Premio Nobel conferito a Grazia Deledda, il Museo accoglie nelle sale della collezione permanente la scultura in bronzo realizzata da Costantino Nivola a metà degli anni Settanta in omaggio alla grande scrittrice nuorese. L&#8217;opera, concessa in prestito dal Banco di Sardegna, sarà esposta in parallelo con la mostra estiva, nel nuovo spazio del lucernario.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Sponsor istituzionali<br />
</b>Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Orani, Provincia di Nuoro</p>
<p><b>Principale sostenitore<br />
</b>Fondazione di Sardegna</p>
<p><b>Si ringraziano<br />
</b>Archivio Gianni Colombo<br />
Vittoria Soddu<br />
Sardegna Film Commission<br />
Proloco Orani<br />
Angelino Mereu<b><br />
</b>Cantine Autori del vino</p>
<p><b>Realizzazione allestimento<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></b>Artigianato &amp; Design di Pietro Fois</p>
<p><b>Progetto grafico<br />
</b>Leonardo Sonnoli</p>
<p><b>Stampa<br />
</b>Bioazione di Fabio Mila</p>
<p><b>Ufficio stampa Museo Nivola<br />
</b><b>Anna Defrancesco comunicazione</b><br />
<a href="http://annadefrancesco.com/">annadefrancesco.com</a><br />
<a href="mailto:press@annadefrancesco.com">press@annadefrancesco.com</a>| M +39 352 0080279</p>
<p><i>Progetto grafico Studio Leonardo Sonnoli<br />
</i><i>Gianni Colombo,  Foto di Oliviero Toscani © Archivio Gianni Colombo, Milano</i><i></i></p>
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		<title>NIVOLA vis-à-vis</title>
		<link>https://museonivola.it/mostra-evento/nivola-vis-a-vis-con-il-suo-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_museo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
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		<category><![CDATA[Costantino Nivola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’importante ciclo di mostre concentrate su tre interpreti della scultura internazionale, Nathalie Du Pasquier, Mona Hatoum e Hannah Levy, il museo Nivola, dedicato alla figura e all’opera di un [&#8230;]</p>
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<p>Dopo l’importante ciclo di mostre concentrate su tre interpreti della scultura internazionale, Nathalie Du Pasquier, Mona Hatoum e Hannah Levy, il museo Nivola, dedicato alla figura e all’opera di un maestro del Novecento italiano, Costantino Nivola (1911-1988), torna a indagare aspetti ancora inediti della sua ricerca, legandola al tempo che ha attraversato, alle tendenze che ha abbracciato, ai nomi di altri artisti che hanno, realmente o idealmente, intrecciato il proprio percorso con il suo.</p>
<p>Curato dalla direttrice artistica Chiara Gatti, con il supporto del Comitato Scientifico, il programma dell’estate e dell’autunno 2026 metterà in dialogo Nivola con figure cruciali nel panorama artistico dell’epoca, in un gioco di sguardi cui allude il titolo di tutto il progetto, vis-à-vis, ovvero incontri visivi intensi, fatti di relazioni effettive o di vicinanze ideali. Lo sguardo di Nivola incrocia qui ilvolto degli altri; quel volto specchio di storie personali e, insieme, specchio di chi lo osserva, in una logica di riflessi che il filosofo francese Emmanuel Lévinas definiva “epifania del volto”; il volto è<br />
il luogo dove l’altro si manifesta e, nello sguardo vicendevole, si instaura l’autentica relazione.</p>
<p>«Da un confronto con Claire Nivola, figlia dell’artista e portavoce della famiglia – dice la direttrice Chiara Gatti – è nata l’idea di lavorare sulle affinità elettive fra Nivola e i suoi contemporanei. Sarà fondamentale orchestrare il nuovo programma attorno alla sua figura, data la coincidenza con l’antologica che vedrà Nivola protagonista in autunno alla Triennale di Milano, occasione significativa per proporre ad Orani un ciclo di progetti eufonici».<br />
Ecco allora Nivola vis-à-vis con autori che ne hanno condiviso le tensioni e le visioni. Sullo sfondo di un secondo dopoguerra eccitato di intuizioni, il radicale rinnovamento dei media, in senso tecnico ma soprattutto espressivo, contagiò una flotta di “giovani avventurosi”, come li avrebbe definiti Guido Ballo, che sulla scia di Fontana, Burri o Tàpies, manipolavano la materia con gesto demiurgico, e ne aprivano le possibilità allo spazio, a una nuova dimensione dello spazio, popolato di altrettante nuove forme plastiche. Arte astratta, nucleare, spazialismo, concretismo disegnarono costellazioni di programmi segnati tutti dalla vocazione sperimentale, dall’aggiornamento dei mezzi espressivi e da una collaborazione spontanea fra fervide menti attive su fronti diversi, spinte a dialogare fra loro per la creazione – citando Fontana &#8211; di quella “sostanza luminosa e malleabile” che è l’arte stessa.</p>
<p><strong>Capitolo primo: STANZE</strong><br />
<strong>Nivola, Colombo e lo spazio intorno</strong><br />
Lavatoio 23 luglio – 25 ottobre<br />
Tre stanze, tre ambienti, tre luoghi da abitare col corpo. La Stanza dei sogni di Nivola, lo Spazio elastico di Gianni Colombo e la Stanza della memoria quale luogo di attivazione del ricordo collettivo. A cura di Chiara Gatti e Anna Pirisi, in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo di Milano, la mostra presenta una narrazione in tre momenti, in stanze tripartite, come nelle unità ritmiche delle canzoni antiche; partendo dalla memoria corale, scaturisce una riflessione più ampia sul modo in cui abitiamo e percepiamo lo spazio. L’esperienza sensoriale del pubblico si misura<br />
infatti con la ricerca degli artisti e, insieme, con lo spazio stesso che lo ospita.</p>
<p>La ragione scientifica: il primo studio di ambiente di Costantino Nivola risale al 1968: è il Modello per il monumento ad Antonio Gramsci, eseguito nello stesso anno in cui Gianni Colombo espose il suo Spazio elastico alla Biennale di Venezia.<br />
Ragionare sullo spazio in termini di attraversamento è ciò che Nivola negli anni Sessanta fece con i suoi monumenti orizzontali, come il progetto per Piazza Satta. Emergono così tangenze fra maestri, nella costruzione e nelle traiettorie della luce che qualifica lo spazio. «Una luce che entra attraverso la finestra – diceva Nivola – Per dissolvere l’oscurità persistente/ Dal mio tempio e prigione dell’intimità/ E i miei sogni ad occhi aperti». Nella ricerca estetica di Nivola, la stanza assume il valore di una misura primaria dello spazio: non semplice ambiente architettonico, ma<br />
luogo costruito attorno alla nostra presenza. Lo spazio abitato diventa così nucleo essenziale della sua speculazione, un volume pensato per accogliere, definire e mettere in relazione l’uomo con ciò che lo circonda. Questa idea attraversa costantemente il suo lavoro, dove architettura, scultura e dimensione quotidiana si fondono in una visione profondamente umana dello spazio, reificandosi poi nei “teatrini”, basati su forme modulari, su rapporti matematici e proporzionali. In filigrana emerge anche una lieve tensione evocativa, capace di richiamare una dimensione enigmatica e<br />
contemplativa. Le “scatole dei sogni”, i teatrini, esplorano dunque il nostro calarci in un interno, nella prospettiva che ci inghiotte, quali attori silenti di una rappresentazione orfana di copione, ma sospesa in un tempo che tradisce il divenire nel modificarsi della luce.<br />
La ricostruzione in dimensione abitabile della Stanza dei sogni, in dialogo con lo Spazio elastico di Colombo, produce un passaggio di esperienze percettive, fra spaesamento, coordinate mutevoli e prospettive illusionistiche: in relazione ad esse, la terza stanza è studiata per accogliere la memoria collettiva, in una azione di cittadinanza attiva, che trasforma lo spazio da contenitore neutro a pensatoio, a dispositivo di raccolta dei ricordi, attraverso linguaggi diversi, voci, sguardi, scrittura, immagini, gesto minimale ma cruciale per la formazione di un archivio che verrà, a tutti gli effetti,<br />
custodito dal museo. Il Lavatoio si fa luogo di incontro e scambio, dove memoria, arte e comunità si intrecciano in una nuova esperienza condivisa.</p>
<p><strong>Evento collaterale</strong><br />
<strong>Omaggio a Grazia Deledda</strong><br />
Museo, 23 luglio – 20 settembre<br />
A cento anni dal Premio Nobel conferito a Grazia Deledda, il Museo accoglie nelle sale della collezione permanente la scultura in bronzo realizzata da Costantino Nivola a metà degli anni Settanta in omaggio alla grande scrittrice nuorese. L&#8217;opera, concessa in prestito dal Banco di Sardegna, sarà esposta in parallelo con le mostre estive, nel nuovo spazio del lucernario.</p>
<p><strong>Capitolo secondo: LE RELAZIONI FRUTTUOSE</strong><br />
<strong>Ruth Guggenheim. Sculture leggere</strong><br />
Lavatoio e Museo 13 novembre 2026 – 21 marzo 2027<br />
In contemporanea con la grande mostra antologica dedicata a Costantino Nivola dalla Triennale di Milano, il museo di Orani accoglierà un progetto realizzato grazie a opere in parte inedite e appartenenti alla famiglia, utili per analizzare a fondo la figura di Ruth Guggenheim (classe 1917), moglie di Costantino Nivola. Anche Ruth, cresciuta nelle aule dell’ISIA di Monza, fu sperimentatrice visionaria, autrice di sculture-gioiello nate dalla precisione artigianale nella resa di veri e propri monili, proiettati poi nella dimensione formale dell’opera plastica. Il gioco di rimandi a tradizioni arcaiche o vernacolari, cela un connubio di retaggi, fra ornamenti dei nativi americani e gioielli rituali sardi, sublimati però nella composizione astratta, nell’estetica del teatrino o del mobile, che risente dell’esperienza di pioniere di riferimento, come Louise Nevelson, Marcelle Cahn o Claire Falkenstein. Un omaggio importante a una donna dell’astrazione, legata a Nivola<br />
ma altresì indipendente nella sua riflessione artistica. La mostra prevede inoltre una serie di ritratti, fra oli e disegni, di Ruth realizzati dal marito e mai esposti fino ad oggi.</p>
<p><strong>Nivola con Munari e Regina</strong><br />
Il Museo Nivola presenta un dialogo virtuoso, un incontro ravvicinato fra autori che hanno condiviso una stessa, intensa esperienza, sullo sfondo di una delle stagioni più fertili e sperimentali dell’arte italiana del secondo dopoguerra.<br />
Senza puntare a costruire una ricognizione esaustiva delle loro carriere, la mostra si concentra su un nucleo selezionato di opere e documenti che consentono di rileggere il dialogo tra i due artisti alla luce di alcune questioni attuali: la dissoluzione dei confini disciplinari, il rapporto tra arte e pedagogia, la dimensione ambientale dell&#8217;opera, il dialogo tra arte e industria, la costruzione di nuove forme di esperienza dello spazio. Molte intuizioni sviluppate da Munari e Regina tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Sessanta anticipano temi e sensibilità che attraversano oggi le pratiche artistiche contemporanee: l&#8217;opera come dispositivo aperto, la leggerezza come strategia progettuale, la modularità, la mobilità delle forme, la contaminazione tra linguaggi e la funzione sociale dell&#8217;arte. In questo senso la mostra, a cura di Lorenzo Giusti e Chiara Gatti, si inserisce naturalmente nel contesto del Museo Nivola. Non soltanto per le convergenze biografiche e<br />
culturali che legano i due artisti a Costantino Nivola, ma perché le loro ricerche condividono una stessa visione dell&#8217;arte come esperienza capace di trasformare lo spazio dell&#8217;abitare e contribuire alla costruzione di una sensibilità collettiva.<br />
Nivola, Munari e Regina parteciparono alla II Quadriennale d&#8217;Arte Nazionale di Roma nel 1935, momento di transizione chiave per la ricerca astratta italiana, seguito, a un anno di distanza, dalla Mostra Internazionale di Scenotecnica, cui presero parte tutti e tre con progetti diversi in occasione della VI Triennale di Milano del 1936. All’epoca, Nivola collaborò con Giuseppe Pagano e altri maestri, realizzando tempere e pitture murali per le quinte delle sale, mentre Regina espose costruzioni in lastre di metallo, scenoplastici in 3D. La scomposizione della forma indagata da<br />
Munari e Regina distingue i rilievi coevi di Nivola che condivide con i colleghi la pratica del costruire e la disciplina del progetto. Nivola, che nel 1954 fondò il Design Workshop della Università di Harvard, introducendo una didattica basata sull&#8217;eredità del Bauhaus e la sperimentazione libera, conosceva a fondo il concetto di spazio totale, di esperienza estetica dentro i luoghi dell&#8217;abitare, dell&#8217;emozione plastica generata dalla “sintesi delle arti”. Munari, nel 1967, ereditò la sua cattedra ad Harvard, dove fu invitato per un semestre a tenere lezioni sugli stessi temi.<br />
Pur nella dimensione raccolta, il progetto ambisce a inserirsi all&#8217;interno di una riflessione sul significato contemporaneo delle avanguardie del secondo dopoguerra. Accanto al contributo storico critico di Nicoletta Boschiero, membro del comitato scientifico del museo, verranno raccolte voci, pensieri e prospettive di curatori, direttori di museo, studiosi e artisti provenienti da diversi contesti geografici, chiamati a interrogarsi su quali aspetti di tali ricerche appaiono oggi ancora aperti, necessari e produttivi.</p>
<p><strong>Capitolo terzo: CORRISPONDENZE</strong><br />
<strong>Lacci \ Orani 6X6</strong><br />
Museo 13 novembre – 21 marzo 2027<br />
In autunno, il Museo Nivola ripenserà e presenterà al pubblico il nuovo allestimento della collezione permanente che, soggetta a un movimentazione dovuta alla grande mostra in omaggio a Costantino Nivola prevista per novembre alla Triennale di Milano (curata da Cecilia Alemani), dovrà essere ricalibrata nel percorso e nei contenuti sulla base delle opere che resteranno in loco.<br />
Sarà occasione preziosa per indagare il patrimonio custodito nei depositi, valorizzare opere a oggi non esposte, accogliere altre donazioni da parte degli eredi e creare nuove connessioni e narrazioni fra gli esemplari conosciuti, con affondi inattesi. A distanza di quasi quindici anni dall’ultimo allestimento stabile della raccolta, il museo necessita di uno studio aggiornato delle sezioni che, realizzato a cura dello staff, con la consulenza dell’architetto Alessandro Floris e del designer Leonardo Sonnoli, offrirà al visitatore un taglio diverso e proposte di approfondimento tese ad analizzare i passaggi sottili fra le tecniche e i linguaggi sperimentati da Nivola, compresa la fotografia, al centro di una sezione collaterale – una mostra nella mostra &#8211; che, grazie alla collaborazione dell’Archivio Ilisso, esporrà al pubblico per la prima volta un ricco ciclo di immagini scattate da Nivola fra le vie di Orani, nel cuore del paese, fra la gente e gli angoli<br />
nascosti, la collina e la monumentalità algida della cava di talco.</p>
<p><strong>Evento collaterale</strong><br />
<strong>Giammarco Cugusi_Ritratto di comunità: Orani</strong><br />
Residenza e laboratorio ottobre-novembre<br />
Il progetto si sviluppa in forma partecipativa. L’artista attraversa il paese, ascolta storie, raccoglie parole e apre spazi di confronto. A chi desidera prendere parte al progetto viene chiesto di donare un bicchiere della propria casa: un oggetto quotidiano, carico di presenza, memoria e affetti. Su ciascun bicchiere viene incisa una parola scelta dalla persona che dona l’oggetto, a partire dall’incontro e dallo scambio attivato nel dialogo con l’artista. Può essere un frammento di sé, una traccia che restituisce l’unicità della persona all’interno della comunità, oppure una parola capace di raccontare ciò che la comunità rappresenta per lei/lui. I bicchieri raccolti vengono poi disposti in una grande tavolata collettiva. L’installazione si configura come una costellazione di voci: una geografia silenziosa ma tangibile, in cui ogni elemento custodisce una storia. Le incisioni si offrono come solchi, come tracce — quasi fossero un vinile collettivo capace di trattenere e restituire memoria. Nel giorno conclusivo, la tavola si attiva attraverso un brindisi aperto a tutti. Ognuno, dopo aver partecipato, prende con sé il bicchiere utilizzato (non il proprio) e lo porta via. In questo gesto semplice e poetico si compie lo scambio: ciascuno si prende cura di un frammento dell’altro, anche senza conoscerne l’origine.</p>
<p>Grafica a cura di Leonardo Sonnoli</p>
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		<title>Nathalie Du Pasquier. Volare Guardare Costruire</title>
		<link>https://museonivola.it/mostra-evento/nathalie-du-pasquier-volare-guardare-costruire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_museo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2025 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[art in sardinia]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>Nathalie Du Pasquier. Volare Guardare Costruire<br /></strong>a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri</p>
<p><b>Museo Nivola, </b><b>17 maggio – 14 settembre 2025<br /></b><b>Opening 17 maggio &#8211; ore 12</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Museo Nivola</b><span style="font-weight: 400;"> è orgoglioso di presentare </span><b><i>Volare Guardare Costruire</i></b><span style="font-weight: 400;">, un progetto site specific di </span><b>Nathalie Du Pasquier</b><span style="font-weight: 400;">, artista e designer francese di base a Milano.</span> <span style="font-weight: 400;">Pensata appositamente per gli spazi del museo, la mostra si configura come una retrospettiva dedicata alla produzione pittorica dell’artista dagli esordi fino a oggi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Allo stesso tempo, si tratta di un’installazione ambientale che fonde </span><b>pittura, architettura e design</b><span style="font-weight: 400;">. Il percorso espositivo si articola attraverso una serie di strutture</span> <span style="font-weight: 400;">progettate dall’artista che trasformano l’ambiente del museo in uno spazio da attraversare, esplorare, abitare.</span><br /><span style="font-weight: 400;">La mostra innesca così un dialogo tra le architetture effimere dell’artista e la struttura storica dell’edificio – l’ex lavatoio di Orani, oggi cuore pulsante del Museo Nivola.</span><br /><span style="font-weight: 400;">All’interno di queste “stanze” e sulle pareti del museo trovano posto </span><b>opere realizzate dagli anni Ottanta a oggi</b><span style="font-weight: 400;">, che raccontano l’evoluzione del linguaggio visivo di Du Pasquier: un lessico fatto di figurazione e astrazione, in cui le </span><b>figure umane</b><span style="font-weight: 400;"> e la dimensione narrativa cedono gradualmente il passo al tema delle </span><b>nature morte</b><span style="font-weight: 400;">, fatte di oggetti semplici e quotidiani, che evocano con delicatezza la presenza umana, e poi ancora a </span><b>forme geometriche e costruzioni astratte. </b><span style="font-weight: 400;">Il tutto è bagnato da una </span><b>luce meridiana</b><span style="font-weight: 400;"> che dà ai dipinti un’aria metafisica, quasi fossimo davanti a versioni moderne delle tele di Morandi o, per altri versi, di quelle puriste di Le Corbusier e Ozenfant. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il titolo, </span><strong><i>Volare Guardare Costruire</i></strong><span style="font-weight: 400;"> si riferisce a tre fasi della produzione pittorica di Du Pasquier.<br /></span><b><br />Volare</b><span style="font-weight: 400;"> evoca il momento del distacco dalla progettazione di oggetti di design, verso la pratica più libera della pittura. E non è forse un caso che tante delle opere di questa fase presentino delle scene viste dall’alto, con una prospettiva a volo d’uccello, simbolo della forza dell’immaginazione, della sua capacità di librarsi in alto ed espandersi liberamente. </span></p>
<p><b>Guardare</b><span style="font-weight: 400;"> si riferisce a una seconda fase, all’esigenza di abbandonare le scene puramente immaginative per dedicarsi ad un’osservazione quieta e puntuale della realtà, anche degli oggetti più quotidiani e apparentemente insignificanti, che rivelano invece, a uno sguardo interessato, forme straordinarie, dettagli preziosi e la capacità di comprendere in se stessi la complessità dell’esistenza. Sono visioni che l’artista definisce “silenziosissime e fermissime”, che invitano a riscoprire il piacere del mondo sensibile attraverso un’osservazione silenziosa e attenta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Insoddisfatta, a volte, dell’apparenza sensibile della realtà, Du Pasquier si dedica, infine, a </span><b>Costruire</b><span style="font-weight: 400;">, realizzando strutture originali, piccole costruzioni astratte tridimensionali che vengono poi ritratte col pennello, riportate sul piano bidimensionale delle sue tele. Si innesca così una dinamica complessa fra realtà e rappresentazione, in una stupenda metafora della pittura.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con questa mostra, il Museo Nivola conferma il suo impegno nella valorizzazione del dialogo tra arte, design e architettura, offrendo un’immersione nel mondo visionario di un’artista che continua a reinventare le regole del vedere e del costruire.</span></p>
<p><b>Nathalie Du Pasquier</b><span style="font-weight: 400;"> (Bordeaux, 1957) si trasferisce a Milano nel 1979. Cofondatrice del collettivo Memphis, a partire dalla metà degli anni Ottanta si dedica principalmente alla pittura, sviluppando un universo visivo inconfondibile, dove la ricerca formale si unisce a una riflessione profonda sullo spazio e sulla percezione. Le sue opere sono state esposte a: la Villa Noailles Hyères (Tolone, Francia), la Kunsthal Aarhus (Aarhus, Danimarca), il GFZT Museum of Contemporary Art (Lipsia, Germania), il Camden Arts Center (Londra), la Kunsthalle Wien (Vienna) e il MACRO di Roma.</span></p>
<p><b>Nathalie Du Pasquier. </b><b>Volare Guardare Costruire<br /></b><span style="font-weight: 400;">a cura di </span><span style="font-weight: 400;">Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sponsor istituzionali: </span><span style="font-weight: 400;">Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Orani</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Principale sostenitore: </span><span style="font-weight: 400;">Fondazione di Sardegna</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si ringraziano<br /></span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.apalazzo.net">APALAZZOGALLERY</a>, Brescia </span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.pacegallery.com">Pace Gallery</a>, New York, Londra</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Catalogo: </span><span style="font-weight: 400;">Allemandi</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Realizzazione allestimento: </span><span style="font-weight: 400;">Artigianato e Design di Pietro Fois</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stampa: </span><span style="font-weight: 400;">Bioazione di Fabio Milia</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Immagine di copertina: </span>Nathalie Du Pasquier, <i>Untitled</i>, oil on paper mounted on canvas, 1998-99</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Museo Nivola<br /></span><span style="font-weight: 400;">Via Gonare 2 08026 Orani (NU)</span><br /><span style="font-weight: 400;"><br />Ufficio Stampa </span><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.sarazolla.com">Sara Zolla</a> | +39 346 8457982 | </span><a href="mailto:press@sarazolla.com"><span style="font-weight: 400;">press@sarazolla.com</span></a><span style="font-weight: 400;"> </span></p></div>
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		<title>Il Museo Nivola compie 30 anni &#124; mostre, residenze, pubblicazioni, progetti, festival</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2025 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[art in sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[mostre temporanee]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo Nivola compie 30 anni Mostre, residenze, pubblicazioni, progetti, festival: il programma del 2025 è sotto il segno della grande scultura internazionale e delle connessioni tra la Sardegna e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Il Museo Nivola compie 30 anni<br />
</b><b>Mostre, residenze, pubblicazioni, progetti, festival: i</b><b>l programma del 2025 è sotto il segno della grande scultura internazionale e delle connessioni tra la Sardegna e il mondo: </b><b>Nathalie Du Pasquier, Mona Hatoum, Hannah Levy</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 2025 </span><b>la Fondazione Nivola</b><span style="font-weight: 400;"> festeggia il suo </span><b>35 anniversario</b><span style="font-weight: 400;"> e i </span><b>30 anni del Museo Nivola</b><span style="font-weight: 400;"> con una serie di importanti attività e manifestazioni.</span> <span style="font-weight: 400;">A partire da maggio 2025 e fino al 2026, </span><b>un nuovo ciclo di mostre</b><span style="font-weight: 400;"> a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda e Luca Cheri svilupperà il discorso sulla grande scultura contemporanea &#8211; già protagonista nel 2024 con il progetto di Nairy Baghramian </span><i><span style="font-weight: 400;">Pratza ‘e Domo</span></i><span style="font-weight: 400;"> &#8211; portando al museo le personali di tre straordinarie artiste internazionali, diverse per background e modalità espressive: </span><b>Nathalie Du Pasquier</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>Mona Hatoum</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Hannah Levy.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli spazi rinnovati del Padiglione nel parco del museo si inaugura </span><b>il nuovo programma di</b> <b>residenze artistiche</b><span style="font-weight: 400;"> con il soggiorno del duo </span><b>TARWUK</b><span style="font-weight: 400;">, che porta avanti una ricerca che combina scultura, pittura e installazione.</span> <span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">Arrivano a compimento i progetti vincitori dei bandi della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">&#8211;   </span> <span style="font-weight: 400;">Il lavoro decennale di </span><b>Armin Linke</b><span style="font-weight: 400;"> sull’archivio del fotografo Corrado Calvo, presentato negli anni in diverse sedi, tra cui al MMK-Museum für Moderne Kunst di Francoforte nel 2012, al Centre Pompidou di Metz nel 2014 e al Museo Nivola nel 2017, sarà presentato in un volume edito da Spektor Books, realizzato grazie al sostegno di Italian Council 2024.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;    </span> <b>Luca Spano, Fabio Barile, Ezio D’Agostino porteranno al museo </b><span style="font-weight: 400;">il progetto installativo-fotografico </span><i><span style="font-weight: 400;">On the Edge of the Eyelid</span></i><span style="font-weight: 400;">, vincitore del programma Strategia Fotografia 2024.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211;    </span> <span style="font-weight: 400;">L’installazione performativa e interattiva di </span><b>Francesco Medda</b><span style="font-weight: 400;"> e </span><b>Carol Rollo</b> <i><span style="font-weight: 400;">Arrogalla – Suite. Trame sonore, sviluppi intermediali</span></i><span style="font-weight: 400;">, arriverà al museo nell’ambito del programma PAC 2024.</span> <span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">Infine, tornano </span><b><i>Tutto d’un tratto</i></b><span style="font-weight: 400;">, il piccolo festival che propone una ricognizione del vivace panorama dell’illustrazione in Sardegna.</span></p>
<p><b>Nathalie Du Pasquier, Mona Hatoum e Hannah Levy </b><b>protagoniste della scultura internazionale</b></p>
<p><b>Nathalie Du Pasquier </b><span style="font-weight: 400;">(Bordeaux, 1954)<br />
</span>Unica donna del leggendario gruppo Memphis, Nathalie Du Pasquier ha reinventato il suo percorso artistico negli ultimi decenni, spostando il focus dal design all’arte visiva. Le sue opere si situano al crocevia tra pittura, scultura e architettura, proponendo forme geometriche e colori audaci che creano mondi tridimensionali, giocosi e al tempo stesso ricchi di implicazioni concettuali. Al Museo Nivola l’artista francese allestirà un percorso tematico lungo oltre 30 anni di pittura, ambientato all’interno di metafisiche installazioni architettoniche.</p>
<p><b>Mona Hatoum </b><span style="font-weight: 400;">(Beirut, 1952)<br />
</span>Figura centrale, fin dagli anni Novanta, nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, l’artista libano-palestinese Mona Hatoum esplora temi come l’identità, il corpo e le dinamiche di potere. Hatoum presenterà al Museo Nivola un’installazione <b>site-specific</b> progettata nel corso di una residenza a Orani, con opere che combinano materiali locali e tecniche artigianali sarde, fondendo il politico e il personale, il globale e il locale, trasformando gli oggetti di uso quotidiano in potenti metafore.</p>
<p><b>Hannah Levy </b>(New York, 1991)<br />
Giovane artista statunitense, Hannah Levy si è affermata a livello internazionale grazie all’originalità del suo linguaggio scultoreo. Le sue opere, spesso realizzate in acciaio, silicone e vetro, creano contrasti tra il freddo e il morbido, il naturale e l’artificiale. Dopo essersi fatta notare alla Biennale di Venezia del 2022, Levy arriva al Museo Nivola con una serie di lavori che riflettono su temi legati al corpo, alla sensualità e al design industriale.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Informazioni<br />
</span><span style="font-weight: 400;">Museo Nivola, Orani </span>Via Gonare 2, 08026 Orani (Nu)<br />
+ 39 0784 730063 | info@museonivola.it</p>
<p>Sito: https://museonivola.it</p>
<p><b>Ufficio Stampa </b><b>Sara Zolla | +39 346 8457982 | press@sarazolla.com</b></p>

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<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/6-du_pasquier_inst_geneva_2020_v03-high-resolution-300-dpi/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/6.DU_PASQUIER_INST_GENEVA_2020_v03-High-Resolution-—-300-dpi--150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/1-portrait-of-mona-hatoum-berlin-2022-courtesy-of-neuer-berliner-kunstverein-n-b-k-photo-jens-ziehe/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/1.-Portrait-of-Mona-Hatoum-Berlin-2022.-Courtesy-of-Neuer-Berliner-Kunstverein-n.b.k.-Photo-Jens-Ziehe-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/18-here-i-stay-festival_foto-francesca-ardau/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/18.-Here-I-Stay-Festival_foto-Francesca-Ardau-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/19-tutto-d_un-tratto_festival-illustrazione_foto-paolo-sanna-animamundijpg/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/19.-Tutto-d_un-tratto_festival-illustrazione_foto-Paolo-Sanna-Animamundijpg-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/20-tutto-d_un-tratto_festival-illustrazione_foto-paolo-sanna-animamundi/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/20.-Tutto-d_un-tratto_festival-illustrazione_foto-Paolo-Sanna-Animamundi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/21-armin-linke-corrado-calvo-paparazzi-2014-2025/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/21.-Armin-Linke-Corrado-Calvo-Paparazzi-2014-2025-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/22-arrogalla_dietrich-steinmetz/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/22.-Arrogalla_Dietrich-Steinmetz-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://museonivola.it/mostra-evento/il-museo-nivola-compie-30-anni/23-luca-spano-far-away-structures-2022-courtesy-luca-spano-and-red-lab-gallery/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/02/23.-Luca-Spano-Far-Away-Structures-2022.-Courtesy-Luca-Spano-and-Red-Lab-Gallery-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<p class="p1"><b>Didascalie foto programmazione culturale 2025 del Museo Nivola </b><b></b></p>
<p class="p1">1.   Portrait of Nathalie du Pasquier. Photo: Ilvio Gallo.</p>
<p class="p1">2.   Nathalie Du Pasquier, <i>The strange order of things 2</i>, Installation view at Pace Gallery, Geneve, 2020. Photo: Annik Wetter.</p>
<p class="p1">3. Nathalie Du Pasquier,<i> Campo di Marte</i>, Exhibition view at MACRO &#8211; Museo di Arte Contemporanea di Roma, 2021. Photo: Delfino Sisto Legnani.</p>
<p class="p1">4. Portrait of Mona Hatoum, Berlin 2022. Courtesy of Neuer Berliner Kunstverein (n.b.k.). Photo: Jens Ziehe.</p>
<p class="p1">5. Mona Hatoum <i>Cage-à-Deu, </i>2002,  Mild steel and painted MDF, 201.5 x 315 x 199.5 cm (79 1/5 x 124 x 78 1/2 in.), © Mona Hatoum. Courtesy White Cube. Photo: Hugo Glendinning.</p>
<p class="p1">6. Mona Hatoum, <i>Cube (9 x 9 x 9)</i>, 2008, Black finished steel, 181 x 182 x 182 cm (71 1/4 x 71 3/4 x 71 3/4 in.), Installation view at Kunst-Werke Institute for Contemporary Art, Berlin © Mona Hatoum Courtesy Kunst-Werke Institute for Contemporary Art, Berlin. Photo: Uwe Walter, Berlin.</p>
<p class="p1">7.   Hannah Levy, Documentation of <i>HEEL</i>, originally performed at the Institute of Contemporary Art, Philadelphia, September 30, 2023. <i>HEEL</i> was choreographed by Sigrid Lauren and performed by Sigrid Lauren and Aliza Russell. Photo: Curtis Wallen.</p>
<p class="p1">8. Hannah Levy, Untitled, 2024, Stainless steel and glass, 67.5 x 59 x 23&#8243; / 171.4 x 149.9 x 58.4 cm. Courtesy Massimo De Carlo. Photo:  Robert Glowacki.</p>
<p class="p1">9. Hannah Levy, Untitled, 2021, Nickel-plated steel, silicone, 68 x 74 x 74&#8243; / 172.72 x 187.96 x 187.96 cm. Photo: Michael Tropea.</p>
<p class="p1">10. TARWUK, Portrait.</p>
<p class="p1">11. TARWUK,  Installation view at White Cube Mason&#8217;s Yard, London, 2023.</p>
<p class="p1">12. TARWUK, Installation view at Halle für Steiermark, Graz, 2023.</p>
<p class="p1">13. TARWUK,  Installation view at White Cube, Paris, 2023.</p>
<p class="p1">14. Here I Stay Festival, 2024. Photo: Francesca Ardau.</p>
<p class="p1">15. Here I Stay Festival, 2024. Photo: Francesca Ardau.</p>
<p class="p1">16. Tutto d&#8217;un tratto, Festival dell’illustrazione. Photo: Paolo Sanna Animamundi.</p>
<p class="p1">17. Tutto d&#8217;un tratto, Festival dell’illustrazione. Photo: Paolo Sanna Animamundi.</p>
<p class="p1">18. Armin Linke e Corrado Calvo, <i>Paparazzi</i>, 2014 &#8211; 2025.</p>
<p class="p1">19. Arrogalla_foto di Dietrich Steinmetz</p>
<p class="p3">20. Luca Spano, <i>Far Away Structures</i>, 2022. Courtesy Luca Spano and Red Lab Gallery.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span> <span style="font-weight: 400;"> </span> <span style="font-weight: 400;"> </span></p>
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		<title>SULLE SPALLE DEI GIGANTI &#124; La Preistoria moderna di Costantino Nivola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin_museo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2024 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[art in sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[cabras]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SULLE SPALLE DEI GIGANTI La Preistoria moderna di Costantino Nivola a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri, Anna Depalmas, Carl Stein Museo Civico Giovanni Marongiu &#8211; Sala Polifunzionale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>SULLE SPALLE DEI GIGANTI<br />
</b><b>La Preistoria moderna di Costantino Nivola</b></p>
<p><i>a cura di </i><i>Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri, Anna Depalmas, Carl Stein</i></p>
<p><strong>Museo Civico Giovanni Marongiu &#8211; Sala Polifunzionale, Cabras<br />
Museo Nivola, Orani</strong> <strong>30 novembre 2024 &#8211; 22 aprile 2025</strong></p>
<p><strong>opening 30 novembre 2024</strong> <strong>ore 11.00, Museo Civico Giovanni Marongiu, Cabras</strong></p>
<p><b>La<a href="https://monteprama.it/mostra-sulle-spalle-dei-giganti-nivola/"> Fondazione</a> Mont</b><b>’</b><b>e Prama e la Fondazione Nivola sono liete di presentare la prima mostra dedicata al rapporto tra l</b><b>’</b><b>arte di Costantino Nivola e la preistoria della Sardegna. Attraverso un percorso affascinante che mette a confronto capolavori della scultura e dell</b><b>’</b><b>architettura neolitica e nuragica e fondamentali opere di Nivola, la mostra ricostruisce per la prima volta il rapporto tra Nivola e la Preistoria, presentando le sculture dell</b><b>’</b><b>artista accanto alle fonti che lo hanno ispirato, grazie a una serie di importanti prestiti provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dichiara </span><b>Anthony Muroni</b><span style="font-weight: 400;">, presidente della Fondazione Mont</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">e Prama: </span><span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">Questo progetto apre una strada nuova per ciò che attiene ai rapporti di collaborazione e sinergia fra istituzioni museali, mettendo in dialogo la storia e il contemporaneo, favorendone una lettura integrata fresca, plurale ed evocativa. Abbiamo inserito questa programmazione fra quelle fondamentali per il triennio in corso, destinando volentieri l’intero capitolo destinato alle mostre in loco a questa collaborazione così intensa e piena di significati, che ponendo Cabras e Orani in stretto collegamento durante il periodo in cui le esposizioni resteranno contemporaneamente aperte, collega idealmente tutta la Sardegna e i suoi visitatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">”</span> <span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">Il rapporto tra la preistoria e l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">arte contemporanea è uno dei temi chiave della cultura del Novecento &#8211; afferma </span><b>Giuliana Altea</b><span style="font-weight: 400;">, presidente della Fondazione Nivola -, e l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">opera di Nivola ne è una testimonianza importante, finora mai studiata sotto questo aspetto. La mostra </span><i><span style="font-weight: 400;">Sulle spalle dei giganti</span></i><span style="font-weight: 400;">, nata dalla collaborazione tra Fondazione Mont</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">e Prama e Fondazione Nivola,  conferma come dalla sinergia tra istituzioni attive in diversi campi culturali possano nascere risultati di grande rilievo.”</span> <span style="font-weight: 400;">Il titolo della mostra allude, oltre che alle monumentali statue ritrovate a Mont</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">e Prama, all</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">aforisma medievale secondo cui noi siamo, rispetto agli antichi, come nani sulle spalle dei giganti:  riusciamo a  vedere più lontano di loro, ma solo perché possiamo elevarci grazie alla loro grandezza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E la scultura di Costantino Nivola (Orani 1911 &#8211; Long Island 1988) si ispira fin dagli inizi agli anonimi maestri della preistoria sarda.</span> <span style="font-weight: 400;">Formatosi come grafico e designer di allestimenti a Monza e Milano, Nivola &#8211; dal 1939  esule antifascista negli Stati Uniti &#8211; approda alla scultura nel 1950. In un clima culturale internazionale che dopo le distruzioni della guerra guardava alla Preistoria come a una fonte di possibile rinnovamento della civiltà, Nivola riscopre la Sardegna e il suo straordinario patrimonio archeologico, ponendolo alla base della propria arte.</span> <span style="font-weight: 400;">Dopo la Seconda guerra mondiale, sull</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">onda dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">apertura al pubblico delle grotte di Lascaux in Francia (1948), il richiamo del lontanissimo passato esercita un</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">attrattiva sugli artisti di tutto il mondo. All</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">indomani di uno spaventoso conflitto, con la devastazione di intere regioni, il lancio di due bombe atomiche e la minaccia incombente del disastro nucleare, la fine della civiltà umana appariva una possibilità non tanto remota, e richiamava alla mente il momento della comparsa dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">uomo sulla terra.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Preistoria con i suoi misteri diventa così specchio delle angosce dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">uomo contemporaneo, ma al tempo stesso evoca un</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">idea positiva di spiritualità e di legami comunitari in contrasto col materialismo, l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">individualismo e la scienza disumanizzata moderni.<br />
Per Nivola, che avvertiva un profondo legame con la dimensione </span><span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">primordiale” della Sardegna, era soprattutto questa interpretazione positiva della Preistoria a prevalere.</span><br />
<span style="font-weight: 400;">Nivola ritorna per la prima volta in Sardegna nel 1947. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di nuovo a New York, in contatto con Jackson Pollock e gli artisti della New York School, in quel periodo ugualmente affascinati dal totemismo e dai primordi dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">umanità, e in seguito all</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">incontro cruciale con Le Corbusier, l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">artista scopre la scultura. Nel 1950 nascono i suoi primi </span><i><span style="font-weight: 400;">sandcast</span></i><span style="font-weight: 400;"> (sculture di gesso o cemento realizzate con matrici di sabbia), che fondono elementi del Surrealismo (Nivola guarda ad artisti come Ernst e Giacometti) con elementi del folklore della Sardegna, ma soprattutto con il ricordo di statuine femminili di epoca neolitica/eneolitica come la cosiddetta </span><i><span style="font-weight: 400;">Venere di Senorbì</span></i><span style="font-weight: 400;"> e la </span><i><span style="font-weight: 400;">Dea Madre di Porto Ferro.</span></i></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo il 1952, a seguito di un altro soggiorno di sei mesi nell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">Isola come inviato della rivista americana </span><i><span style="font-weight: 400;">Fortune,</span></i><span style="font-weight: 400;"> il suo interesse per la Preistoria tocca il culmine. Folgorato dalla civiltà nuragica, percorre in lungo e in largo l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">isola scattando centinaia di foto, si reca a visitare gli scavi del nuraghe di Barumini, entra in contatto con il suo scopritore, l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">archeologo Giovanni Lilliu.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da questo momento in poi, Nivola si sentirà l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">erede spirituale dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">antica stirpe dei costruttori dei nuraghi e degli scultori dei bronzetti, consegnando alla stampa e alla critica un</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">immagine di sé fortemente legata al richiamo al passato ancestrale della Sardegna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel 1953, il suo grande rilievo per lo Showroom Olivetti a New York trasforma il lussuoso negozio sulla Fifth Avenue in una sorta di caverna popolata di figure mitiche non meno misteriose di quelle di Lascaux, ricca di riferimenti puntuali alle civiltà prenuragiche e nuragica della Sardegna.<br />
Negli anni seguenti e fino al termine della sua vita, la Preistoria rimarrà un riferimento costante e un perenne stimolo per la sua ricerca: dai richiami all</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">architettura nuragica presenti nei suoi progetti monumentali, attraverso lo sviluppo di un</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">originale tecnica di graffito a fresco, sino alle solenni e suggestive </span><i><span style="font-weight: 400;">Madri </span></i><span style="font-weight: 400;">realizzate a partire dagli anni Settanta.</span></p>
<p><b>La mostra<br />
</b><span style="font-weight: 400;">La mostra, allestita in contemporanea in due sedi, il Museo Nivola (Orani) e il Museo Civico G. Marongiu (Cabras), mette a confronto le opere di Nivola con le testimonianze della preistoria sarda che lo hanno influenzato, presentate attraverso reperti originali, fotografie, e installazioni multimediali a cura del Visual Computing Group del CRS4.</span> <span style="font-weight: 400;">Nata dalla collaborazione scientifica tra Giuliana Altea e Antonella Camarda, storiche dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">arte, Luca Cheri e Anna Depalmas, archeologi preistorici, e Carl Stein, architetto e già collaboratore di Nivola, la mostra presenta un</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">occasione irripetibile per esplorare il legame tra Nivola e la Sardegna, grazie anche a un gruppo di opere chiave dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">artista provenienti da collezioni private americane e italiane.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">Il percorso &#8211; spiega ancora </span><b>Giuliana Altea</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; segue lo sviluppo della Preistoria in Sardegna, dalla comparsa degli esseri Umani sino all</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">apogeo della Civiltà Nuragica. Ad ogni momento del remoto passato dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">isola si affiancano opere fondamentali di Costantino Nivola, in un dialogo ideale che sorprende per la puntualità dei riferimenti e affascina per la bellezza delle opere esposte.”</span><br />
<span style="font-weight: 400;">Dalla prima sezione, in cui Nivola racconta il suo personale mito dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">origine attraverso una serie di opere – tra cui spicca un inedito trittico in bronzo degli anni Sessanta &#8211; che rimandano a Gea e Urano, la coppia divina primigenia, si passa all</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">età dei primi graffiti, che ancora oggi possiamo ammirare nelle </span><i><span style="font-weight: 400;">domus de janas</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">Questi graffiti &#8211; afferma </span><b>Antonella Camarda</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211;  costituiscono per Nivola una continua fonte d</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">ispirazione: non solo l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">artista dissemina le sue sculture di motivi incisi memori dei petroglifi, ma, dalla metà degli anni Cinquanta, il graffito su intonaco fresco diventa una delle sue tecniche favorite per le grandi decorazioni pubbliche, come la chiesa di Sa Itria a Orani o il playground delle Wise Towers a Manhattan (1964).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">”</span> <span style="font-weight: 400;">Il confronto fra alcune ceramiche del V- IV millennio a.C. e i piatti che Nivola ha realizzato con il ceramista Luigi Nioi nel 1980 mostra il permanere della fascinazione per questi primi segni. </span><span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">In Sardegna &#8211; prosegue </span><b>Anna Depalmas</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; è particolarmente diffusa la presenza dei menhir, grandi monoliti dalla forma ogivale di epoca prenuragica, a cui è dedicata la seconda sezione della mostra. Questi enigmatici manufatti dovettero colpire profondamente Nivola, che li cita nei primi sandcast degli anni Cinquanta, e in modo anche più diretto nel progetto di Piazza Satta a Nuoro, del 1967.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">”</span><span style="font-weight: 400;">Nel cuore della mostra al Museo Nivola è la Grande Madre, protagonista della statuaria neolitica/eneolitica e tema centrale nell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">immaginario di Nivola. Dai </span><i><span style="font-weight: 400;">Totem</span></i><span style="font-weight: 400;"> degli anni Cinquanta alle </span><i><span style="font-weight: 400;">Madri</span></i><span style="font-weight: 400;"> della tarda maturità, le figure femminili dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">artista conservano il fascino ambivalente delle loro antenate preistoriche.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">esposizione prosegue con il parallelo, mai proposto in precedenza, tra i pozzi sacri, monumenti nuragici legati al culto delle acque, e l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">arte di Nivola, che ne riprende in modo puntuale alcuni elementi strutturali e di dettaglio. </span><span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">Il tema dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">acqua &#8211; racconta </span><b>Carl Stein</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; è sempre stato caro a Nivola: le fontane svolgono un ruolo importante nella decorazione dei college Morse e Stiles all</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">Università di Yale, disegnati da Eero Saarinen (1960-1962, uno dei progetti più ambiziosi), e in quella delle Wise Towers a New York (1964). Nivola amava contrapporre l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">abbondanza e lo spreco dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">acqua negli Stati Uniti con la scarsità dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">acqua in Sardegna, che la rende preziosa e ne alimenta il desiderio”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sezione dedicata al Costruttore, figura quasi mitica con cui Nivola si identificava, sia come figlio di muratore che come erede dei lontani artefici dei nuraghi, chiude la mostra al Museo Nivola e dà inizio a quella del Museo Giovanni Marongiu di Cabras. </span><span style="font-weight: 400;">“</span><span style="font-weight: 400;">Nivola &#8211; afferma </span><b>Luca Cheri</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; scorge nell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">idea di costruzione l</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">essenza stessa dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">arte. Dalla sua fascinazione per i muri nuragici nasce nei primi anni Cinquanta la serie dei </span><i><span style="font-weight: 400;">Building Blocks</span></i><span style="font-weight: 400;">, e al muro nuragico rimandano anche numerose sculture e monumenti concepiti come spazi da abitare, segno costante della compresenza, in Nivola &#8211; del ricordo delle architetture nuragiche e dell</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">esigenza modernista di un</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">arte per la comunità.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al museo di Cabras, che già accoglie i Giganti di Mont</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">e Prama, la mostra prosegue con il confronto fra le sculture nuragiche in pietra e in bronzo e quelle di Nivola. I bronzetti nuragici, la cui struttura esile e asciutta sembrerebbe allontanarli dalle forme solide e compatte della maggior parte delle sculture di Nivola, costituiscono in realtà un modello ricorrente per le figure maschili, con riprese quasi letterali -come nelle terrecotte degli anni Settanta &#8211; o più indirette ma comunque sempre pregnanti.</span> <span style="font-weight: 400;">Pastori, guerrieri e artigiani preistorici sono per Nivola figure mitiche del tempo dei Nuraghi, che continuano ad aggirarsi sulla terra, dando continua energia e ispirazione all</span><span style="font-weight: 400;">’</span><span style="font-weight: 400;">artista.</span></p>
<p><b>La Fondazione Mont</b><b>’</b><b>e Prama<br />
</b>La Fondazione Mont’e Prama è stata costituita nel luglio del 2021 da Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna e Comune di Cabras. Tra i suoi compiti, partendo dalla gestione e dalla valorizzazione del Museo civico e dei beni del Parco archeologico naturale del Sinis, c’è quello di collaborare con gli uffici territoriali del Ministero nell’opera di tutela, ricerca e conservazione e di promuovere e assecondare il dialogo con le altre istituzioni del mondo della cultura sarda per promuovere una crescita culturale, sociale ed economica del Sinis e della Sardegna intera. Gestisce il Museo civico di Cabras, nel quale ha recentemente inaugurato una nuova mostra sui Giganti di Mont’e Prama, le Aree archeologiche di Tharros e Mont’e Prama, l’ipogeo e la chiesa di San Salvatore, la torre spagnola e la chiesa di San Giovanni di Sinis. Nel corso del 2023 ha organizzato una mostra temporanea sui Giganti di Mont’e Prama presso il Metropolitan Museum of Arts di New York e nel 2024 la stessa mostra è stata trasferita al Museo Archeologico nazionale di Madrid, dove resterà aperta fino al 12 gennaio 2025.</p>
<p><b>La Fondazione Nivola<br />
</b>La Fondazione Costantino Nivola è un’istituzione culturale non profit dedicata alla promozione dell’eredità artistica e umana di Costantino Nivola, al supporto dell’arte contemporanea in tutte le sue forme, e allo sviluppo culturale e sociale della Sardegna. Gestisce il Museo Nivola, un complesso di padiglioni immersi nel verde di un parco urbano, possiede la più importante collezione europea di opere di Costantino Nivola (Orani, 1911 – East Hampton, 1988), grafico, art director e scultore attivo nel campo dell’integrazione tra arti visive e architettura, e personaggio cruciale nel quadro degli scambi culturali tra Italia e Stati Uniti nel Novecento. La Fondazione Nivola organizza mostre dedicate all’arte contemporanea, con attenzione particolare per il design, la scultura, la relazione tra le arti e il rapporto fra esseri umani e ambiente. Porta inoltre avanti un programma di eventi pubblici, attività educative e ricerca, agendo come forza culturale orientata all’innovazione e alla promozione sociale al centro del Mediterraneo.</p>
<p><b>Sulle spalle dei Giganti.<br />
</b><b>La Preistoria moderna di Costantino Nivola</b></p>
<p>a cura di Giuliana Altea, Antonella Camarda, Luca Cheri, Anna Depalmas, Carl Stein</p>
<p>Museo Civico Giovanni Marongiu &#8211; Sala Polifunzionale, Cabras Museo Nivola, Orani 30 novembre 2024 &#8211; 22 aprile 2025</p>
<p><b>Partner istituzionali<br />
</b>Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione di Sardegna, Comune di Cabras, Comune di Orani, Direzione Regionale Musei Sardegna, Museo Archeologico Nazionale &#8220;Giovanni Antonio Sanna” di Sassari, Museo Archeologico Nazionale “Giorgio Asproni” di Nuoro, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, Menhir Museum di Laconi, CRS4, Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e sud Sardegna, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro</p>
<p><b>Assistenti curatori<br />
</b>Antonio Cattari<br />
Luca Poddighe</p>
<p><b>Progettazione allestimento</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">Alessandro Floris</span></p>
<p><b>Realizzazione allestimento</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">Artigianato e Design di Pietro Fois</span></p>
<p><b>Progettazione grafica<br />
</b>Heart Studio</p>
<p><b>Progettazione multimediale<br />
</b>Visual and Data-intensive Computing &#8211; CRS4</p>
<p><b>Stampe</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">Bioazione di Fabio Milia</span></p>
<p><b>Trasporti</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">Apice</span> <span style="font-weight: 400;">Tiemme Srl</span></p>
<p><b>Assicurazioni</b><b><br />
</b><span style="font-weight: 400;">Reale Mutua</span></p>
<p><strong>Catalogo</strong><br />
Allemandi</p>
<p><b>Si ringraziano<br />
</b></p>
<div>Alessandra Carrieri, Noemi Cappai, Silvia Caracciolo, Antonio Cosseddu, Sebastiano Congiu, Federica Doria, Maria Paola Dettori, Michele de Laurentiis, Isabella Fera, Antonio Floris, Elisabetta Grassi, Giuseppina Ianiri, Maura Mereu, Giorgio Franco Murru, Francesco Muscolino, Maria Passeroni, Gianna Saba, Gianfranca Salis, Monica Stochino, Licia Serra, Stefania Soddu, Georgia Toreno<em>, </em>Valentina Uras, Maura Vargiu, Loretta Ziranu<br />
<b>—&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</b></div>
<p><b>Informazioni</b></p>
<p><b>Fondazione Mont’e Prama</b> &#8211; Museo Civico Marongiu, Cabras<br />
Via Tharros s.n.c. 09072<br />
Cabras (Or) 0783/290636 | fondazione@monteprama.it <a href="https://www.monteprama.it">https://www.monteprama.it</a></p>
<p><b>Fondazione Nivola</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; Museo Nivola,<br />
Orani </span><span style="font-weight: 400;">Via Gonare 2 </span><span style="font-weight: 400;">08026 Orani (Nu)<br />
</span><span style="font-weight: 400;">+ 39 0784 730063 | </span><span style="font-weight: 400;">info@museonivola.it </span><a href="http://museonivola.it">http://museonivola.it</a></p>
<p><b>Ufficio Stampa<br />
</b>Sara Zolla | +39 346 8457982 | press@sarazolla.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://museonivola.it/mostra-evento/sullespalledeigiganti/">SULLE SPALLE DEI GIGANTI | La Preistoria moderna di Costantino Nivola</a> proviene da <a href="https://museonivola.it">Museo Nivola</a>.</p>
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	</channel>
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