<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>strategiafotografia Archivi - Museo Nivola</title>
	<atom:link href="https://museonivola.it/tag/strategiafotografia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://museonivola.it/tag/strategiafotografia/</link>
	<description>Orani</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 Sep 2025 15:34:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://museonivola.it/wp-content/uploads/2021/01/cropped-favicon-1-1-32x32.png</url>
	<title>strategiafotografia Archivi - Museo Nivola</title>
	<link>https://museonivola.it/tag/strategiafotografia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>On the Edge of the Eyelid</title>
		<link>https://museonivola.it/mostra-evento/on-the-edge-of-the-eyelid-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_museo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2025 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[art in sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[events]]></category>
		<category><![CDATA[mostre temporanee]]></category>
		<category><![CDATA[museonivola]]></category>
		<category><![CDATA[museum]]></category>
		<category><![CDATA[sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[sardinian museum]]></category>
		<category><![CDATA[strategiafotografia]]></category>
		<category><![CDATA[temporary exhibition]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://museonivola.it/?post_type=tribe_events&#038;p=34986</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://museonivola.it/mostra-evento/on-the-edge-of-the-eyelid-2/">On the Edge of the Eyelid</a> proviene da <a href="https://museonivola.it">Museo Nivola</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
				<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
								<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><strong>On the Edge of the Eyelid</strong></p>
<p>Opere di <strong>Fabio Barile</strong>,<strong> Ezio D’Agostino</strong>,<strong> Luca Spano</strong><br />
A cura di <strong>Giangavino Pazzola</strong></p>
<p><strong>Museo Nivola &#8211; 20 settembre – 16 novembre 2025</strong><br />
Inaugurazione: sabato 20 settembre, ore 11.00</p>
<p>La <strong>Fondazione Costantino Nivola</strong> è lieta di presentare la mostra<strong> On the Edge of the Eyelid</strong>, un progetto installativo-fotografico che esplora i confini tra ricerca artistica e indagine scientifica, con particolare riferimento allo studio della Materia ed Energia Oscura.<br />
La mostra, realizzata con il sostegno di <strong>Strategia Fotografia 2024</strong>, promossa dalla <strong>Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura</strong>, raccoglie tre inediti progetti realizzati da <strong>Fabio Barile</strong> (Barletta, 1980), <strong>Ezio D’Agostino</strong> (Vibo Valentia, 1979) e <strong>Luca Spano</strong> (Cagliari, 1982).<br />
Gli artisti hanno partecipato a un programma di residenze di ricerca che li ha messi in dialogo con scienziati e ricercatori di istituzioni d’eccellenza, tra cui il Gran Sasso Science Institute (L’Aquila), il Dipartimento di Fisica dell’Università di Cagliari, l’INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Associazione Ideas di Cagliari, nonché i siti di Sos Enattos (Lula), individuato per la futura realizzazione dell’Einstein Telescope, e il Sardinia Radio Telescope (San Basilio, CA).</p>
<p><strong>I progetti</strong><br />
<strong>Fabio Barile</strong>, nell’installazione fotografica, propone tre diversi tentativi di rappresentazione dell’invisibile, mediati da esperienze dirette che alterano e trasformano il processo stesso della visione, rendendolo inevitabilmente fallimentare. L’osservazione degli strumenti di lavoro della fisica e della fotografia – e, più in generale, della conoscenza – lo conduce a registrare gli esiti di un’ironica sfida intellettuale alla decostruzione dei saperi: il banco ottico dell’artista viene smontato e rimontato, generando una sequenza potenzialmente infinita di strumenti precari e inservibili. Una serie di fotogrammi riflette inoltre sull’atto del guardare attraverso “qualcosa”, deformando lo spazio fisico e amplificando la percezione.<br />
Completa l’installazione una sequenza di immagini di mani che indicano un oggetto sempre esterno alla scena, destinato a restare ignoto.</p>
<p><strong>Ezio D’Agostino</strong> riflette sul divario di linguaggio visivo tra fotografia e ricerca scientifica, entrambe animate dal desiderio di dare forma visibile ai fenomeni e, al tempo stesso, esposte al ruolo imprevedibile del caso. Dopo una meticolosa ricognizione delle modalità di visualizzazione presenti nella letteratura scientifica, l’artista sperimenta in camera oscura, scegliendo però condizioni anomale e poco controllabili: lavora in presenza di luce diffusa, inserisce cristalli nel corpo macchina e sollecita il materiale fotosensibile con reazioni di energia inattese. Gli esiti, che evocano la fotografia sperimentale italiana degli anni Trenta e le atmosfere surrealiste, mettono alla prova la materia fotografica nel tentativo di eludere o tradire le aspettative della ricerca.</p>
<p><strong>Luca Spano</strong> presenta due serie di lavori che assemblano materiali diversi – carta fotografica, vetro inciso al laser, metallo – e documentano la traccia di fenomeni invisibili. Prendendo spunto dall’esperimento CYGNO, un progetto del GSSI dedicato allo sviluppo di una camera a proiezione temporale di altissima precisione (TPC) per la registrazione di eventi rari, l’artista costruisce un immaginario visivo ancora assente anche in ambito scientifico. Le sue installazioni interrogano l’inadeguatezza di ogni forma di conoscenza, avanzando ipotesi enigmatiche di rappresentazione del reale e mettendo in relazione immagine e testo come strumenti di indagine complementari.</p>
<p><strong>BIO ARTISTI</strong></p>
<p><strong>Fabio Barile</strong> (Barletta, 1980), vive e lavora a Roma. Si diploma in fotografia alla Fondazione Studio Marangoni di Firenze e, nello stesso anno, espone al MAXXI di Roma come finalista al premio “Atlante Italiano 007”, promosso dalla Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanea (2007). Pubblica Among nella collana “Visions and Documents” di Documentary Platform, progetto sull’erosione costiera che apre un’indagine sui processi naturali del paesaggio ancora presente nel suo lavoro, presentando le opere in mostre collettive al Centre d’art Nei Liicht (LUX) e Athens Photo Festival (GR) (2009).<br />
Espone An Investigation of the Laws Observable in the Composition, Dissolution and Restoration of Land, progetto nel quale lavora con fotografia in dialogo con materiali d’archivio, alla galleria Matèria e all’ICCD di Roma (2017). Insieme con Domingo Milella,<br />
partecipa alla mostra “Le Forme del Tempo” alla Fondazione Pescheria di Pesaro (2019) e alle Terme di Diocleziano a Roma (2022). Espone alla mostra “On Earth” a Les Rencontres d’Arles (FR, 2019). FOAM Magazine pubblica un portfolio di Works for a Cosmic Feeling, libro finalista al MACK First Book Award (2021), edito da Witty Books.</p>
<p><strong>Ezio D’Agostino</strong> (Vibo Valentia, 1979), vive e lavora nel sud della Francia. Studia Archeologia all’Università di Firenze e Fotografia alla Scuola Romana. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni museali, festival e gallerie in Europa quali Athens Photo Festival (GR,<br />
2016), il Centre National de l’Audiovisuel di Dudelange (LU, 2019), Noorderlicht Festival (NL, 2019), Getxo Photo (SP, 2019), l’Institut pour la Photographie di Lille (FR, 2021). Ha presentato il progetto True Faith sul fenomeno antropologico e visivo delle apparizioni religiose in Italia ai Rencontres d’Arles (FR, 2022). Ha ricevuto borse di ricerca e riconoscimenti internazionali, tra i quali la Bourse à la Création et à la Recherche dell’Institut pour la Photographie di Lille (FR, 2020), il Soutien à la Photographie Documentaire del Centre National des Arts Plastiqus (FR, 2022), Strategia Fotografia (IT, 2024). Le sue opere fanno parte di collezioni private e delle collezioni permanenti del Centre National de l’Audiovisuel (LU), il Fonds Régional pour l&amp;#39;Art Contemporain (FR) e del Fotomuseum Winterthur (CH).</p>
<p><strong>Luca Spano</strong> (Cagliari, 1982), vive e lavora a Cagliari. Ha studiato Scienze della Comunicazione a Sapienza, Università di Roma, Fotografia al London College of Communication (UK) e Arti visive alla Cornell University (US). Il suo lavoro è stato esposto in musei, gallerie e festival come MACRO a Roma (2013), Breda Photo (NL, 2012), Savvy Contemporary Berlino (DE, 2013), Istituto Italiano di Cultura di Parigi (FR, 2019), Museo MAN di Nuoro (2023). È stato artista in residenza presso Fundacion Botin (ES, 2012), KHI Firenze, Arts Letters and Numbers (US 2019), Deutsches Optisches Museum (DE, 2022), DIST Politecnico di Torino, GSSI (IT, 2024), McGill University (CA, 2024) e altri. Ha ricevuto premi, tra cui MEAD Fellowship (UK, 2013), Einaudi Research Grant (US, 2015), John Hartell Award (US, 2015), Graziadei Prize (IT, 2013), il New Work Grant by Prospect.Art (US), Strategia Fotografia (edizione 2022 e 2024) e Promozione della Fotografia all’Estero (2024). È professore ordinario all’Accademia di Belle Arti di Sassari (IT) e allo IED (IT). Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.</p>
<p><strong>BIO CURATORE<br />
</strong><br />
<strong>Giangavino Pazzola</strong> (Sassari, 1981). Ph.D. in Urban and Cultural Studies al Politecnico di Torino, dal 2018 è curatore a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, dove ha in carico i progetti di ricerca sul Contemporaneo, tra cui il programma europeo per gli artisti emergenti FUTURES Photography. È stato curatore della sezione “Fotografia e immagini in movimento” di ArteFiera a Bologna (2023 – 2025). È stato Artistic and Executive manager di EXPOSED &#8211; Torino Foto Festival (2023, 2024). Collabora con enti e istituzioni nazionali e internazionali per le quali ha ideato e curato progetti e mostre, tra le quali Museomontagna di Torino (2020), Palazzo Ducale di Genova (2023), Copenhagen Photo (2024), Fotofestiwal Lodz (2024), Museo Nivola di Orani (2020, 2024) e Museo MAN di Nuoro (2025). Visiting researcher a University of Birmingham, ha scritto su arti contemporanee e centri di produzione culturale indipendente su riviste accademiche internazionali e nazionali. Pubblica regolarmente monografie e cataloghi su artisti e mostre di fotografia contemporanea. Insegna Estetica e Storia della Fotografia Contemporanea allo IED di Torino.</p>
<p><strong>Presentazione</strong><br />
La mostra verrà presentata al pubblico con gli artisti e il curatore, dal Presidente della Fondazione <strong>Roberto Concas</strong> con il Direttore del Museo <strong>Luca Cheri</strong>, nei locali del museo il giorno <strong>20 settembre 2025 alle ore 11,00</strong>.</p>
<p><strong>Attività collaterali</strong><br />
La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione a cura dell’editore francese Empire e da un documentario di Alessandra Tocco sul percorso di ricerca.<br />
Inoltre, dal 7 al 9 novembre 2025 si svolgeranno, al Museo Nivola di Orani, una masterclass e un talk pubblico con gli artisti e il curatore.</p>
<p><strong>Fondazione e Museo Nivola – Orani (NU)<br />
</strong>La Fondazione Costantino Nivola ha come missione la valorizzazione e la promozione dell’eredità artistica e umana di Costantino Nivola (Orani, 1911 – East Hampton, 1988), artista, scultore, grafico e art director di rilievo internazionale. La sua opera si è distinta per l’integrazione tra arti visive e architettura, maturata nel contesto degli intensi scambi culturali tra Italia e Stati Uniti nel corso del Novecento.<br />
La Fondazione sostiene e promuove, inoltre, la ricerca contemporanea, riconoscendola quale strumento essenziale per lo sviluppo culturale e sociale del territorio della Sardegna centrale.<br />
Il Museo Nivola di Orani, immerso in un parco urbano, custodisce la più importante collezione europea delle opere dell’artista e organizza mostre dedicate all’arte contemporanea, con particolare attenzione al dialogo tra arti visive, design, architettura e ambiente.</p>
<p><strong>Progetto realizzato con il sostegno di <a href="https://creativitacontemporanea.cultura.gov.it/strategia-fotografia-2024/">Strategia Fotografia 2024</a>, promosso dalla <a href="https://creativitacontemporanea.cultura.gov.it">Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura</a>.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-34987" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/09/Logo-DGCC-2021_nero-300x74.png" alt="" width="186" height="46" />  <img decoding="async" class="alignnone wp-image-34988" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2025/09/Logo-SF-2025-300x95.png" alt="" width="142" height="45" /></p>
<p>&nbsp;</div>
			</div>
			</div>			
				
				
				
				
			</div>		
				
				
			</div>
<p>L'articolo <a href="https://museonivola.it/mostra-evento/on-the-edge-of-the-eyelid-2/">On the Edge of the Eyelid</a> proviene da <a href="https://museonivola.it">Museo Nivola</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nicola Lo Calzo. Brigantinas</title>
		<link>https://museonivola.it/mostra-evento/nicola-lo-calzo-brigantinas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin_museo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[art]]></category>
		<category><![CDATA[art in sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[events]]></category>
		<category><![CDATA[mostre temporanee]]></category>
		<category><![CDATA[museonivola]]></category>
		<category><![CDATA[museum]]></category>
		<category><![CDATA[sardinia]]></category>
		<category><![CDATA[sardinian museum]]></category>
		<category><![CDATA[strategiafotografia]]></category>
		<category><![CDATA[temporary exhibition]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://museonivola.it/mostra-evento/pratza-e-domo-una-casa-semiotica-mai-costruita-copy/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nicola Lo Calzo. Brigantinas A cura di Elisa Medde e Giangavino Pazzola Museo Nivola, 14 settembre 2024 – 18 novembre 2024 Inaugurazione sabato 14 settembre ore 12 Il Museo Nivola [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://museonivola.it/mostra-evento/nicola-lo-calzo-brigantinas/">Nicola Lo Calzo. Brigantinas</a> proviene da <a href="https://museonivola.it">Museo Nivola</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nicola Lo Calzo. Brigantinas<br />
</strong>A cura di Elisa Medde e Giangavino Pazzola</p>
<p>Museo Nivola, 14 settembre 2024 – 18 novembre 2024<br />
Inaugurazione sabato 14 settembre ore 12</p>
<p>Il <strong>Museo Nivola</strong> è lieto di presentare la mostra dell’artista e fotografo <strong>Nicola Lo Calzo </strong>(1979),<em> <strong>Brigantinas, </strong></em><strong>progetto vincitore del bando Strategia Fotografia 2023 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.</strong></p>
<p>Con oltre trenta opere inedite realizzate sul territorio, il progetto curato da <strong>Elisa Medde e Giangavino Pazzola</strong> indaga la tematica della subalternità all’intersezione tra genere, classe e posizionamento coloniale delle lotte per la terra in Sardegna, interrogandosi sui modi in cui alcuni eventi e dinamiche abbiano influenzato la formazione delle soggettività e dell’identità sarda contemporanea.</p>
<p>A partire dallo studio di episodi inerenti la resistenza locale ai fenomeni coloniali e di sottomissione territoriale, e delle figure femminili che tali eventi hanno animato, <em>Brigantinas</em> evidenzia la persistenza di tensioni create da relazioni di potere imposte alle comunità interne che conservano uno stretto legame con le questioni territoriali e paesaggistiche dei giorni nostri.</p>
<p>Attraverso immagini inedite e materiali d’archivio provenienti da varie fonti (tra cui l’Archivio di Stato di Nuoro e il Museo del Banditismo di Aggius), la mostra offre un terreno di discussione per la ricerca di nuovi paradigmi visivi per la comprensione della subalternità nel mondo contemporaneo. A questi si aggiunge un video con l’interpretazione &#8211; da parte dell’attrice e autrice <strong>Vittoria Marras </strong>&#8211; di Paska Zau, protagonista della rivolta popolare di “Su Connottu” contro le leggi che abolivano l’uso comunitario delle terre (1868)<strong>.</strong></p>
<p>Diversi autori, tra cui Bachisio Bandinu, sostengono che “la lingua sia la testimonianza di un percorso trasformativo della vita e della cultura di un popolo, dentro l’esperienza sociale della condizione storico-politica, economica e culturale”.</p>
<p>In questa prospettiva si colloca il progetto <em>Brigantinas.<br />
</em>Attraverso una grande installazione a parete, la mostra sviluppa un ragionamento simbolico sui registri della rappresentazione collettiva, dell’immagine come linguaggio per la costruzione del sé, affiancando fotografie di donne “delinquenti” frutto delle schedature antropologiche di metà Novecento a ritratti fotografici di donne contemporanee. L’alternanza tra identità dichiarate di attiviste e altre di giovani vestite in abiti tradizionali assume il senso di un gesto simbolico che sottolinea le tensioni tra potere e resistenza.</p>
<p>Costruendo una contro-narrativa che inquadra il confine tra attività illegale agli occhi del potere e lotta politica, tra devianza e resistenza, le immagini di processioni religiose e civili, di rituali e quotidianità delle comunità si offrono come terreno di discussione per analizzare la coesistenza e lo scontro tra dominanza e subalternità nei processi di costruzione identitaria.</p>
<p>Alla mostra seguirà la pubblicazione di un volume in collaborazione con L’Artiere Edizioni, mentre a completamento del progetto verrà organizzata una giornata di studi sul tema della rappresentazione delle identità e delle sue implicazioni politiche e sociali tra sguardo interno e sguardo esterno.</p>
<p><strong>Nicola Lo Calzo<br />
</strong>Nicola Lo Calzo è fotografo, docente e ricercatore presso L&#8217;École nationale supérieure d&#8217;arts de Paris-Cergy e la CY Cergy Paris Université. Il suo lavoro si colloca a metà strada fra le arti visive e la fotografia documentaria, ed esplora gli usi del mezzo fotografico nel recupero della memoria delle minoranze (etniche, di genere, sessuali, ecc.). A partire dalla sua esperienza queer, Lo Calzo muove una riflessione sulle identità e sui corpi «non conformi».<br />
Dal 2010 l’artista è impegnato in un progetto dal titolo KAM, una ricerca sulle memorie della resistenza allo schiavismo e al colonialismo in età post-coloniale incarnate nelle pratiche performative rituali di comunità storicamente marginalizzate. Si tratta di un progetto in continua evoluzione che si sviluppa in maniera rizomatica comprendendo diversi territori dell’Africa occidentale, dell’Europa e delle Americhe.<br />
Lo Calzo ha esposto il suo lavoro in musei, centri d’arte e festival quali l’Institut des Cultures d&#8217;Islam (Parigi), CAMERA (Torino), Fotografia Europea (Reggio Emilia), la Casa de la Imagen (Mexico City), il Musée d’Art Contemporain Africain Al Maaden (Marrakesh), Musée de l&#8217;Hospice Comtesse (Lille), il Tropenmuseum (Amsterdam), il Museo nazionale Alinari della Fotografia (Firenze). Ha vinto il premio Cnap del Ministero della Cultura Francese (2018) ed è stato finalista del Prix Elysée (2018-2020) e del Prix Niépce (2020). Collabora regolarmente con diverse testate giornalistiche, tra cui <em>Le Monde</em> (quotidiano e rivista), <em>Internazionale</em>, <em>The New Yorker</em> e <em>El Pais</em>.</p>
<p><strong>Museo Nivola<br />
</strong>Il Museo Nivola di Orani è gestito dalla Fondazione Costantino Nivola, istituzione culturale non profit dedicata alla promozione dell’eredità artistica e umana di Costantino Nivola, al supporto dell’arte contemporanea in tutte le sue forme, e allo sviluppo culturale e sociale del centro della Sardegna.<br />
Il museo, un complesso di padiglioni immersi nel verde di un parco urbano, possiede la più importante collezione europea di opere di Costantino Nivola (Orani, 1911 – East Hampton, 1988), grafico, art director e scultore attivo nel campo dell’integrazione tra arti visive e architettura, e personaggio cruciale nel quadro degli scambi culturali tra Italia e Stati Uniti nel Novecento.<br />
Il museo organizza mostre dedicate all’arte contemporanea, con  attenzione particolare per il design, la scultura, la relazione tra le arti e il rapporto fra esseri umani e ambiente. Porta inoltre avanti un programma di eventi pubblici, attività educative e ricerca, agendo come forza culturale orientata all’innovazione e alla promozione sociale al centro del Mediterraneo.</p>
<p><strong>Progetto sostenuto dall’avviso pubblico “Strategia Fotografia 2023” promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura</strong></p>
<p><a href="https://creativitacontemporanea.cultura.gov.it"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-34268" src="https://museonivola.it/wp-content/uploads/2024/09/Screenshot-2024-09-02-alle-12.17.53-300x63.png" alt="" width="300" height="63" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://museonivola.it/mostra-evento/nicola-lo-calzo-brigantinas/">Nicola Lo Calzo. Brigantinas</a> proviene da <a href="https://museonivola.it">Museo Nivola</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
