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	<title>stanze Archivi - Museo Nivola</title>
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		<title>Nivola, Colombo e lo spazio intorno</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2026]]></category>
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<p>Nell’ambito del nuovo programma <b>Nivola </b><b><i>vis-à-vis, </i></b>pensato per mettere in dialogo Costantino Nivola (1911-1988) con figure cruciali nel panorama artistico del suo tempo, il Museo Nivola di Orani presenta, <b>dal 23 luglio al 25 ottobre 2026</b>, la mostra <b><i>Nivola, Colombo e lo spazio intorno</i></b>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>A cura di Chiara Gatti e Anna Pirisi, in collaborazione con l’Archivio Gianni Colombo di Milano</b>, l’esposizione è il cuore di STANZE, il primo capitolo di una narrazione in tre atti che Chiara Gatti, direttrice artistica del Museo Nivola, ha ideato per il programma espositivo dell’estate &#8211; autunno 2026.</p>
<p>Il progetto di mostra, a sua volta sviluppato lungo <b>tre stanze, tre ambienti, tre luoghi da attraversare ed esperire,</b> indaga il tema dello spazio e il linguaggio sperimentale dell’ambiente, quale luogo di relazioni fra il nostro corpo e la dimensione abitabile che lo accoglie, le sue prospettive, i volumi, il vuoto e la luce.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ecco allora la <i>Stanza dei sogni </i>di Nivola, lo <i>Spazio elastico</i> di Gianni Colombo e la <i>Stanza della memoria</i> per l’attivazione del ricordo collettivo. Una narrazione in tre momenti, in stanze tripartite, come nelle unità ritmiche delle canzoni antiche; partendo dalla memoria corale, scaturisce una riflessione più ampia sul modo in cui abitiamo e percepiamo lo spazio. <b>L’esperienza sensoriale del pubblico</b> si misura infatti con la ricerca degli artisti e, insieme, con lo spazio stesso che lo ospita.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La ragione scientifica del progetto nasce da una coincidenza significativa di date. Il primo studio di ambiente di Costantino Nivola risale al 1968: è il <i>Modello per il monumento ad Antonio Gramsci,</i> eseguito nello stesso anno in cui Gianni Colombo espose il suo <i>Spazio elastico</i> alla Biennale di Venezia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ragionare sullo spazio in termini di attraversamento è ciò che Nivola negli anni Sessanta fece con i suoi monumenti orizzontali, come il progetto per Piazza Satta. Emergono così <b>tangenze fra maestri, nella costruzione e nelle traiettorie della luce che qualifica lo spazio.</b> «<i>Una luce che entra attraverso la finestra</i> – diceva Nivola – <i>per dissolvere l’oscurità persistente/ Dal mio tempio e prigione dell’intimità/ E i miei sogni ad occhi aperti</i>». Nella ricerca estetica di Nivola, la stanza assume il valore di una misura primaria dello spazio: non semplice ambiente architettonico, ma luogo costruito attorno alla nostra presenza. Lo spazio abitato diventa così nucleo essenziale della sua speculazione, un volume concepito per accogliere, definire e mettere in relazione l’uomo con ciò che lo circonda. Questa idea attraversa costantemente il suo lavoro, dove architettura, scultura e quotidianità si fondono in una visione profondamente umana dello spazio, reificandosi poi nei “teatrini”, basati su forme modulari, su rapporti matematici e proporzionali. In filigrana emerge anche una lieve tensione evocativa, capace di richiamare una sfera enigmatica e contemplativa. Le “scatole dei sogni”, i teatrini, esplorano dunque il nostro calarci in un interno, nella prospettiva che ci inghiotte, quali attori silenti di una rappresentazione orfana di copione, ma sospesa in un tempo che tradisce <b>il divenire nel modificarsi della luce.</b><span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La riflessione di Colombo si apre, a sua volta, al tema dell’esperienza. «<i>Ho pensato di lavorare più sulle condizioni dello stato di equilibrio, di sensazione e di rapporto con lo spazio dello spettatore</i> – diceva –<i> invece di dare forma a uno spettacolo visivo, complesso e di carattere scenografico […]. Cercavo la possibilità di inglobare questo tipo di sensazioni a livello di un’opera da fruire come un fattore emozionale e un fatto espressivo</i>». (Gianni Colombo, dattiloscritto, 1964/65). La ricostruzione in dimensione abitabile della <i>Stanza dei sogni, </i>in dialogo con lo <i>Spazio elastico </i>di Colombo, produce un passaggio di esperienze percettive, fra spaesamento, coordinate mutevoli e fughe illusionistiche.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In relazione ad esse, la <b>terza stanza è studiata per accogliere la memoria collettiva, </b>in una azione di cittadinanza attiva, che trasforma lo spazio da contenitore neutro a <b>pensatoio, </b>a dispositivo di raccolta dei ricordi, attraverso linguaggi diversi, voci, sguardi, scrittura, immagini, gesto minimale ma cruciale per la formazione di un archivio che verrà, a tutti gli effetti, custodito dal museo. Il <i>L</i><i>avatoio</i> si fa luogo di incontro e scambio, dove memoria, arte e comunità si intrecciano in una nuova esperienza condivisa.</p>
<p>Evento collaterale<br />
<b>Omaggio a Grazia Deledda<br />
</b><i>Museo,</i> 24 luglio – 20 settembre</p>
<p>A cento anni dal Premio Nobel conferito a Grazia Deledda, il Museo accoglie nelle sale della collezione permanente la scultura in bronzo realizzata da Costantino Nivola a metà degli anni Settanta in omaggio alla grande scrittrice nuorese. L&#8217;opera, concessa in prestito dal Banco di Sardegna, sarà esposta in parallelo con la mostra estiva, nel nuovo spazio del lucernario.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Sponsor istituzionali<br />
</b>Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Orani, Provincia di Nuoro</p>
<p><b>Principale sostenitore<br />
</b>Fondazione di Sardegna</p>
<p><b>Si ringraziano<br />
</b>Archivio Gianni Colombo<br />
Vittoria Soddu<br />
Sardegna Film Commission<br />
Proloco Orani<br />
Angelino Mereu<b><br />
</b>Cantine Autori del vino</p>
<p><b>Realizzazione allestimento<span class="Apple-converted-space"><br />
</span></b>Artigianato &amp; Design di Pietro Fois</p>
<p><b>Progetto grafico<br />
</b>Leonardo Sonnoli</p>
<p><b>Stampa<br />
</b>Bioazione di Fabio Mila</p>
<p><b>Ufficio stampa Museo Nivola<br />
</b><b>Anna Defrancesco comunicazione</b><br />
<a href="http://annadefrancesco.com/">annadefrancesco.com</a><br />
<a href="mailto:press@annadefrancesco.com">press@annadefrancesco.com</a>| M +39 352 0080279</p>
<p><i>Progetto grafico Studio Leonardo Sonnoli<br />
</i><i>Gianni Colombo,  Foto di Oliviero Toscani © Archivio Gianni Colombo, Milano</i><i></i></p>
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